FIAT 600D Fanalona –> 850TC

Nel secondo dopoguerra la FIAT era governata da Vittorio Valletta, cui era affidato il compito di motorizzare la nuova Italia repubblicana, come già era stato tentato e parzialmente realizzato attraverso il modello “Topolino“. Se negli anni trenta il progetto “Topolino” era stato scarsamente innovativo, negli anni cinquanta era sicuramente superato.

Valletta incaricò Dante Giacosa di realizzare la nuova vettura; un compito arduo dato che l’azienda aveva potenzialità veramente modeste.

La piccola utilitaria Fiat venne presentata il 9 marzo 1955 a Ginevra, nel Palazzo delle Esposizioni.

600D I serie (settembre 1960-aprile 1964): motore 767 cm³, 29 CV (21 kW) a 4 800 giri/min, velocità massima circa 110 km/h. Nonostante l’aumento di potenza, i consumi rimangono di 5,7 l per 100 km. Sul cofano motore le griglie diventano da 30 a 36, deflettori alle portiere che erano ancora incernierate posteriormente.

600D II serie (maggio 1964-ottobre 1965): meccanica invariata. In concomitanza con il lancio della 850, passaggio alle portiere controvento con cerniere all’anteriore non più visibili dall’esterno.

600D III serie (novembre 1965-dicembre 1969): la meccanica resta invariata, eccetto che per la sostituzione del filtro olio a cartuccia con il tipo centrifugo. Varie le migliorie estetiche e funzionali, come la scomparsa delle modanature in alluminio, eccetto quelle sui sottoporta, e i proiettori con diametro maggiorato a 170 mm, unificati della “850“, che valsero al modello l’appellativo di “fanalona”. Paraurti con rostri rinnovati dotati di sporgenza di materiale plastico. Inoltre si nota il nuovo fregio anteriore con un solo baffo e il serbatoio carburante di maggior sicurezza, formato a lingotto da 31 litri, che diminuisce lievemente la capienza del bagagliaio. Altra novità, le coppe ruota uguali a quelle della 850. La novità più importante, però, è rappresentata dal ritorno del tetto apribile opzionale, come sulla prima serie, disponibile però solo fino al 1969, un anno prima dell’uscita di produzione definitiva. Presentata al Salone di Torino del 1965, veniva proposta a L. 690 100 nella versione con tetto chiuso e a L. 704 200 nella versione “Trasformabile” con tetto apribile. Quest’ultimo allestimento uscì di produzione nel dicembre 1968.[4] La 600D (familiarmente chiamata anche “750”), fu venduta sui mercati del nord-Europa come Fiat 770 (da non confondere con un modello omonimo prodotto in Argentina e derivato dalla 850).

La nascita della FIAT-Abarth 850 Turismo Competizione

Usando la nuova FIAT 600D, alla fine del 1960 la Abarth inizia a costruire la Abarth 850 TC (Turismo Competizione), la cui versione stradale rimane in produzione fino al 1966. La Fiat fornisce le auto senza alcune parti meccaniche (albero motore, frenicarburatore e scarichi) che vengono montate dalla Abarth trasformando la 600 in 850 TC.

Nel corso del 1962, sono realizzate due varianti della 850:

  • la TC Nürburgring (per omaggiare la vittoria della 850TC nell’omonimo circuito), il cui motore fornisce 55 cavalli CUNA a 6500 giri/minuto. Questa versione è costruita per ricordare la vittoria di classe ottenuta, nel 1961, da un’Abarth 850 alla 500 Chilometri del Nürburgring;
  • la TC/SS, il cui motore dà 57 cavalli CUNA a 6500 giri/minuto. Verso la fine del 1962 questa versione è ribattezzata “850 TC Nürburgring Corsa”.

Sempre nel 1962 la 850 è affiancata dalla FIAT-Abarth 1000 Berlina, anch’essa derivata dalla FIAT 600 ma con il motore di 982 cm³, con 60 cavalli CUNA.

Con le versioni più sportive della FIAT-Abarth 1000 TC (anche se la sigla Turismo-Corse non venne mai adottata dalla casa) con 85 CV di potenza e la TCR con testata radiale in grado di raggiungere i 115 CV, la Abarth porta una serie di novità nelle auto di piccola dimensione, come i freni a disco su tutte e quattro le ruote, il cambio a 5 marce e le sospensioni a molla e ammortizzatore (le balestre della 600 non erano in grado di fornire un’adeguata tenuta di strada).

 

“FIAT 600D fanalona” e “Abarth” Wikipedia, L’enciclopedia libera.